Recensioni Igor Palmieri Jazz Quintet


Download
Intervista a JazzItalia di Igor Palmieri
Intervista JazzItalia.pdf
Documento Adobe Acrobat 297.3 KB
Download
Seconda Intervista a JazzItalia di Intervista a JazzItalia di Igor Palmieri
Intervista JazzItalia 2.pdf
Documento Adobe Acrobat 449.0 KB
Download
Recensione Disco di Intervista a JazzItalia di Igor Palmieri su JazItalia
Recensione Disco JazzItalia.pdf
Documento Adobe Acrobat 207.9 KB
Download
Recensione Disco di Igor Palmieri su Nuove Dissonanze
Nuove Dissonanze.pdf
Documento Adobe Acrobat 39.9 KB
Download
Recensione Have a nice day di Igor Palmieri su Musica Jazz
IGOR_MUSICAJAZZ.pdf
Documento Adobe Acrobat 316.3 KB

igor palmieri, jazz, musica jazz, musicista jazz, sax, sassofono, sassofono tenore, tenor sax, chet baker, stan getz, omaggio musicale, jazz festival, jazz club, igor, palmieri, igor palmieri
Ilaria Brandimarti ©

"Recensire un concerto a distanza di qualche anno è un modo per rendere omaggio prima alla persona e poi al sassofonista che è Igor Palmieri. Suona strano dire che per me è stato un viaggio nella musica e nel passato piuttosto che un concerto? Per me no. Igor ha fatto rivivere, in una serata due persone: mio padre e Chet Baker. Diametralmente opposti ma uniti dalla musica, Igor li ha resi vicini e presenti con una perfetta armonia di suoni, a volte soffiati e leggeri, a volte incisivi e passionali tanto da far vibrare le corde dell'anima. Ogni applauso partiva dal profondo del cuore e saliva nell'aria di quella calda serata d'agosto e, ne sono sicura, arrivava fino a quel cielo "almost blue" che faceva da cornice”.  Ilaria Brandimarti

igor palmieri, jazz, musica jazz, musicista jazz, sax, sassofono, sassofono tenore, tenor sax, chet baker, stan getz, omaggio musicale, jazz festival, jazz club, igor, palmieri, igor palmieri
Igor Palmieri

"Igor Palmieri: un soffio caldo jazz, per un sax tenore. Spirali musicali, echi lontani evocativi di nostalgie. Ecco materializzarsi i luoghi magici dove fare Jazz in Italia diventava mito. Lui, suona dentro "il suo suono", imperturbabile e apparentemente pacato.. ma pronto a spiccare il volo nel vortice del suo soffio virtuoso. L'ho percepito come vivesse sempre su una linea di confine nel quale, lui, ha già dato segnali importanti di "appartenenza" perché, fare jazz, risulta la sua primaria scelta esistenziale-musicale". Carmen Bertacchi, Dir.Art. Sconfinando Sarzana Festival

 

igor palmieri, jazz, musica jazz, musicista jazz, sax, sassofono, sassofono tenore, tenor sax, chet baker, stan getz, omaggio musicale, jazz festival, jazz club, igor, palmieri, igor palmieri
Igor Palmieri

"Giovane, classe 1980, nato a Mantova ma residente a Lucca, Igor Palmieri è uno degli artisti più interessanti della scena jazzistica tricolore contemporanea. Nel suo curriculum annovera collaborazioni di spessore, tra cui Carlo Atti e Paolo Fresu.  Accompagnato da musicisti del calibro di Daniele Gorgone (piano), Fulvio Chiara (flicorno), Matteo Anelli (contrabbasso) e Carlo Battisti (batteria), si è esibito lunedì 10 Marzo al jazz-club "La Sosta" di Villa S.Giovanni (RC). Insieme hanno dato vita a una serata ricca di ottima musica proponendo un personale omaggio al repertorio di Chet Baker, che prelude all'uscita imminente di un nuovo album, appunto dedicato a lui dedicato. Il concerto si apre con la rilettura di "So Easy", soffice ma allo stesso tempo carica di swing, in cui spicca il suono scarno ma incisivo del sax di Palmieri accompagnato dal flicorno di Chiara e dalle note dense del contrabbasso di Anelli. Non passa inosservata nemmeno "The Road to Stockholm", in cui Daniele Gorgone col suo strumento dispensa un tocco pianistico vigoroso e ad effetto. Ma non sono mancati momenti poetici e introspettivi come "In A Sentimental Mood", "Stella By Starlight" e "My Funny Valentine", che hanno mostrato un altro volto convincente di Palmieri, a suo agio sia in brani più sostenuti che in momenti più evocativi e lirici. Ben riuscita anche la reinterpretazione di "That Old My Heart", che parte con un intro sognante di flicorno per prendere poi brio grazie alla ritmica incostante di Carlo Battisti, veterano della batteria, musicista formatosi grazie a Jimmy Cobb e Max Roach e già al fianco di grandi nomi del panorama jazz italiano e internazionale. Una serata convincente in cui Palmieri e soci sono riusciti ad attingere a piene mani dal repertorio di Chet Baker ma anche dall'intero ambito cool-jazz dei tempi che furono. Grazie ai loro arrangiamenti freschi e passionali i musicisti hanno proposto una veste inedita ai brani rispettando lo spirito del grande trombettista di Yale, personalizzandone la sua arte ma senza eccessi stilistici e manierismi fini a sé stessi. [...]"

Jazzitalia

 

igor palmieri, jazz, musica jazz, musicista jazz, sax, sassofono, sassofono tenore, tenor sax, chet baker, stan getz, omaggio musicale, jazz festival, jazz club, igor, palmieri, igor palmieri
Igor Palmieri

“Ieri sera ho scoperto il quartetto di igor palmieri: devo dire che sono stato gradevolmente sorpreso dalla alta qualità. chi c'era, la serata se le goduta! per chi non c'era... un consiglio: la prossima volta accorete! (anche se non conoscete i "nomi"...fidatevi!)”

Presidente jazz club Roma

igor palmieri, jazz, musica jazz, musicista jazz, sax, sassofono, sassofono tenore, tenor sax, chet baker, stan getz, omaggio musicale, jazz festival, jazz club, igor, palmieri, igor palmieri
Igor Palmieri

“Se non si fosse scatenato il più furioso temporale di tutta l’estate, non avremmo avuto la possibilità di ascoltare il quartetto di igor palmieri nel più consono ambiente del nostro circolo. se poi accade che si incontrino e si fondano tra loro bravura, passione e divertimento, allora succede quello che è successo giovedì sera. il sax tenore di igor palmieri ha intessuto dei vigorosi a solo che si sono contrappuntati con i delicati interventi del bravissimo tiziano tancini al pianoforte. quest’ultimo ha dato una grande dimostrazione di sensibilità musicale nelle intro di diversi brani. mi piace particolarmente ricordare quella della popolarissima canzone italiana “roma non far la stupida stasera”. notevolissimi i due accompagnatori: mazzoni al contrabbasso, deliziosamente incisivo specie nei suoi a solo nei quali percuoteva le corde dello strumento creando delle sonorità veramente interessanti; ed enrico caimi che con l’uso calibrato della sua batteria ha creato un involucro sonoro che ha veramente impreziosito il tutto.”

Presidente jazz club di Verona

igor palmieri, jazz, musica jazz, musicista jazz, sax, sassofono, sassofono tenore, tenor sax, chet baker, stan getz, omaggio musicale, jazz festival, jazz club, igor, palmieri, igor palmieri
Igor Palmieri

“interessante quartetto di igor palmieri. abbiamo avuto modo di ascoltare della musica eseguita in modo impeccabile dal punto di vista formale ed efficace dal punto di vista emotivo. vedere un simile coinvolgimento personale ed unapreparazione tecnica in gente giovane come questa fa ben sperare per il futuro della musica jazz in italia”

Presidente circolo del jazz Verona

igor palmieri, jazz, musica jazz, musicista jazz, sax, sassofono, sassofono tenore, tenor sax, chet baker, stan getz, omaggio musicale, jazz festival, jazz club, igor, palmieri, igor palmieri
Igor Palmieri

"Bravo Igor, sei bravo perché sei uno dei pochi che sanno tradurre sul loro strumento il loro pensiero musicale insieme al loro modo di sentire"

igor palmieri, jazz, musica jazz, musicista jazz, sax, sassofono, sassofono tenore, tenor sax, chet baker, stan getz, omaggio musicale, jazz festival, jazz club, igor, palmieri, igor palmieri
Igor Palmieri

“Grande successo per il concerto di domenica sera all'ombra del municipio di piazza roma: sul palco il quartetto jazz "igor palmieri jazz 4et". stan getz, john coltrane, dexter gordon e jhonny griffin tornano a rivivere. per una sola sera, e solo a marmirolo. grazie alla passione e alla perizia del quartetto di igor palmieri che nella centralissima piazza roma ha proposto standard del periodo d'oro del jazz di tutti i tempi e composizioni personali basate sugli stessi modelli stilistici. sul palco tiziano tancini, pianista di formazione classica, sobrio e sempre misurato. suo contraltare igor palmieri, sassofonista estroverso e funambolico. passato assolutamente non inosservato l'apporto del batterista, enrico caimi che con tamburi e piatti fornisce ulteriori fantasiosi colori al ound del gruppo. a guarnizione della ,iscela esplosiva il contrabbassista nicola mazzoni. di notevole valore tecnico, straordinario il suo pizzicato, e' con personalita' l'anima battente di un quartetto immutato negli ultimi anni con all'attivo collaborazioni con importanti musicisti della scena nazionale e internazionale. jazz composto, caldo e armonico per i marmirolesi accorsi numerosi […] che hanno sfidato il caldo torrido della serata estiva per raccogliersi in religioso ascolto”

La voce di Mantova

 

igor palmieri, jazz, musica jazz, musicista jazz, sax, sassofono, sassofono tenore, tenor sax, chet baker, stan getz, omaggio musicale, jazz festival, jazz club, igor, palmieri, igor palmieri
Igor Palmieri

Igor Palmieri cresce in Italia, a Mantova. All’età di 6 anni si avvicina allo studio del pianoforte e quasi contemporaneamente del Sassofono Contralto, tenore e soprano, decidendo successivamente di dedicarsi allo studio del solo sax tenore, suo strumento principale. Giovanissimo vince molti premi e riconoscimenti nazionali e si fa riconoscere dalla stampa jazz e dal pubblico per la qualità del suono e per il fraseggio. In particolare la critica musicale (anche recensendo il primo disco titolo ‘Have a nice day’) ha sempre riconosciuto uno stile del tutto diverso e ‘contro corrente': un suono caldo, ‘soffiato'; un jazz fatto di fraseggi leggeri, definiti e molto ispirati ai grandi jazzisti del passato come Lester Young, Ben Webstern, Chet Baker, Stan Getz ed altri. “Uno stile che tende a togliere anziché aggiungere tentando così di trasformare in suono le parole dei testi (spesso, bellissimi e molto legati a concetti di libertà, amore e passione)”. La carriera di Musicista Professionista inizia quando viene chiamato a partecipare, come supporter di gruppi jazz e non solo, già all’età di 16 anni. Ha suonato, fra gli altri, con Atti, Kirkpatrick, Gorgone, Chiara, Milanese, Sicbaldi, Fresu, e molti altri. Attualmente Igor Palmieri vive in Toscana (a Viareggio – LU) e partecipa a Festival jazz nazionali ed internazionali dove porta, fra i tanti, il suo progetto musicale dedicato a Chet Baker al quale ha dedicato il disco ToChet. #tochet #chetbaker #igorpalmieri

Da: www.oltrepomantovano.eu

igor palmieri, jazz, musica jazz, musicista jazz, sax, sassofono, sassofono tenore, tenor sax, chet baker, stan getz, omaggio musicale, jazz festival, jazz club, igor, palmieri, igor palmieri
Igor Palmieri

"Un 4et Italiano affiatato e ben amalgamato che sa catturare l’attenzione del pubblico con fraseggi irruenti di palmieri e le armonie vellutate di tancini. un jazz essenziale, senza fronzoli, di concezione quasi meditativa, che nelle improvvisazioni ricorda sempre la matrice melodica del brano, prediligendo il lirismo ai virtuosismi circensi tanto in voga in questo periodo. e proprio questa pulizia stilistica è il punto di forza del quartetto di igor palmieri che strappa ripetutamente l’applauso concedendo due bis” Presidente jazz club Rovigo

 

igor palmieri, jazz, musica jazz, musicista jazz, sax, sassofono, sassofono tenore, tenor sax, chet baker, stan getz, omaggio musicale, jazz festival, jazz club, igor, palmieri, igor palmieri
Igor Palmieri

“E a proposito, mi viene in mente una sera di quasi un anno fa. Era fine estate. Ero a Bologna, seguivo un evento alla Cantina Bentivoglio e intervistavo Igor Palmieri per conto di Jazzitalia. Io ero arrivata alle otto, durante le prove del Quintet. Il locale era ancora vuoto, c’era soltanto il gruppo di manager ed organizzatori di fronte al palco e tutti gli altri, tra camerieri e baristi, camminavano velocemente sotto le arcate, mettendo a punto la serata che stava per iniziare. Scendendo le scale che portano nel nucleo del locale, venivo accolta come tra amici di vecchia data e tra, saluti, abbracci e strette di mano, lui alla fine delle prove, dall’altra parte della sala, scendeva dal palco e mi raggiungeva. Abbiamo deciso di fare subito l’intervista. “In genere prima di un concerto io non bevo mai”. Così con una bottiglia di vino e due calici siamo andati verso un angolino, a sedere. Abbiamo parlato tantissimo e alla fine l’intervistato si trasformava in intervistatore. Guardando la mia Moleskine, osservava come appunto stranamente le cose che poi trasformerò in un articolo. Parlavamo di viaggi nel senso metaforico della musica. Quindi ribaltando una delle mie domande, mi ha chiesto: “e tu, hai trovato la destinazione del tuo viaggio?”. Ho capito subito a cosa si riferiva, eppure sono caduta in una terribile difficoltà, mista ad imbarazzo. Mentre scavavo nelle mie risposte, mi accorgevo di non averne. Allora continuano a scavare, correvo nella mia mente da una parte all’altra e tutto si era improvvisamente trasformato in una ricerca interiore. Ecco cos’aveva fatto: mi aveva mandata in viaggio. Ho abbassato la testa e ho sorriso, forse sono anche arrossita in quel momento. Non so come, nello stesso momento abbiamo risposto insieme “No. Al viaggio non c’è mai fine”, citando Coltrane. A quel punto anche lui rideva. Poi si è alzato, ha prende il suo sax e, mentre andava via, ha aggiunto “Meno male. Per un attimo avevo temuto per te”. E forse è per questo che ora siedo qui."

Rosanna Perrone - www.ilsalottodelcaffe.it/le-mie-cose-preferite